ISBN-13: 9788891188076 / Włoski / Miękka / 2015 / 196 str.
Il romanzo descrive la vita misera, apparentemente inutile, oppressiva e crudele che si accanisce, in ogni sua manifestazione, su un bimbo di nome Domenico, siciliano, costretto a vivere in un ambiente familiare ostile, diseducativo, disumano. Aveva due genitori terribili che lo amavano a modo loro, ma che mai gli diedero occasione di fargli assaporare la dolcezza di una carezza o di un dolce abbraccio; piuttosto, impartivano l'educazione con prepotenze, sonori ceffoni, nonche castighi ingiusti, paure e comandi. Gracile, indifeso, costretto, tra l'altro, a subire anche la malattia terribile di quel periodo del dopo guerra, come la tubercolosi, si era convinto d'essere soltanto un buono a nulla, privo di personalita, inutile, il fantasma di se stesso e completamente svuotato della sua essenza. Imparo a desiderare la morte e ne fece suo rifugio, come la sua unica muta ma fedele compagna, che potesse risolvere quanto prima i suoi problemi. Per fortuna, col passare degli anni, dopo quell'infanzia e adolescenza tutte da cancellare, la sua vita comincio a schiarire... forse qualcuno, da lassu, ne ebbe grande commozione e compassione. Un Dio che sicuramente gli avra fatto compagnia nei terribili momenti di muto pianto. In effetti, il contenuto di questa storia, nonostante la crudelta di quel si-stema oppressivo d'allora, uguale, forse, in tante altre famiglie, mette in evidenza che, in fin dei conti, e davvero la Provvidenza Divina la vera unica protagonista della nostra esistenza e percio di questa storia. Quel piccolo essere insignificante, contrariamente ad ogni previsione che lo vedeva sempre soccombente, mortificato in ogni pur minima manifestazione, dalla innocente personalita, su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo, col tempo, diventa una "persona" incredibilmente di grande valore. Una personalita importante, nonostante tutto. Poi la sua vecchiaia ed il suo naturale epilogo.
Il romanzo descrive la vita misera, apparentemente inutile, oppressiva e crudele che si accanisce, in ogni sua manifestazione, su un bimbo di nome Domenico, siciliano, costretto a vivere in un ambiente familiare ostile, diseducativo, disumano.Aveva due genitori terribili che lo amavano a modo loro, ma che mai gli diedero occasione di fargli assaporare la dolcezza di una carezza o di un dolce abbraccio; piuttosto, impartivano leducazione con prepotenze, sonori ceffoni, nonché castighi ingiusti, paure e comandi. Gracile, indifeso, costretto, tra laltro, a subire anche la malattia terribile di quel periodo del dopo guerra, come la tubercolosi, si era convinto dessere soltanto un buono a nulla, privo di personalita, inutile, il fantasma di se stesso e completamente svuotato della sua essenza. Imparo a desiderare la morte e ne fece suo rifugio, come la sua unica muta ma fedele compagna, che potesse risolvere quanto prima i suoi problemi. Per fortuna, col passare degli anni, dopo quellinfanzia e adolescenza tutte da cancellare, la sua vita comincio a schiarire... forse qualcuno, da lassu, ne ebbe grande commozione e compassione. Un Dio che sicuramente gli avra fatto compagnia nei terribili momenti di muto pianto. In effetti, il contenuto di questa storia, nonostante la crudelta di quel si-stema oppressivo dallora, uguale, forse, in tante altre famiglie, mette in evidenza che, in fin dei conti, e davvero la Provvidenza Divina la vera unica protagonista della nostra esistenza e percio di questa storia. Quel piccolo essere insignificante, contrariamente ad ogni previsione che lo vedeva sempre soccombente, mortificato in ogni pur minima manifestazione, dalla innocente personalita, su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo, col tempo, diventa una "persona" incredibilmente di grande valore. Una personalita importante, nonostante tutto. Poi la sua vecchiaia ed il suo naturale epilogo.